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L'apocalisse dei lavoratori
Valter Hugo Mãe
Pagg.176,
anno 2009,
€ 15,00
14 x 21 cm,
ISBN: 9788879070621
L’apocalisse dei lavoratori è un ritratto del nostro tempo, fatto di precarietà e di speranze difficili. Un ritratto della società dei nostri giorni disegnato da due domestiche, un pensionato e un giovane ucraino che riflettono sul cammino sinuoso di uno dei tanti paesi europei invasi dagli immigrati (in questo caso il Portogallo) e sulle difficoltà di accettare e farsi accettare in un mondo dove le diversità si accentuano sempre di più. Una delle due domestiche, per esempio, Maria da Graça, lavora per un padrone avaro e che abusa costantemente di lei, ma quando quest’ultimo morirà, invece di tirare un sospiro di sollievo, comincerà a sognare di andarlo a cercare in Paradiso e avrà addirittura l’eroica ambizione di morire d’amore per lui. L’altra, invece, ha una grande passione per gli immigrati, le piacciono proprio sessualmente e si dona a loro con simpatia e tenerezza, fino a trovare il grande amore.
Ma a Bragança – piccola città a nord del Portogallo dimenticata dal mondo – nonostante le difficoltà reali, tutti i personaggi di questo sorprendente romanzo vanno in cerca del loro personale paradiso. La speranza un po’ li tormenta, certo, perché il sogno spesso è fatto anche della possibilità di vederlo infranto, ma loro proseguono la lotta alla conquista della felicità senza mai arrendersi, perché per ottenerla tutto vale la pena, anche rischiare di precipitare in fondo all’abisso.
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«Questo libro è uno tsunami, non nel senso distruttivo, ma per la sua forza». JOSÈ SARAMAGO
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